| Lo sviluppo del Banco Desio: restare uguali nel cambiamento |
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| Scritto da l.b.n. | |
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Questa la spiegazione, secondo il direttore generale Claudio Broggi, della crescita significativa di un istituto di credito che ha sempre creduto in un preciso modello di banca radicata sul territorio
Classe 1948, sposato con tre figli, milanese trapiantato in Brianza, Claudio Broggi è il nuovo direttore generale del Banco Desio. Lo incontriamo nella pausa tra una riunione ed un’altra in una giornata affollata di impegni. Una carriera la sua maturata sempre in ambito bancario… “Si, potrei suddividere idealmente la mia esperienza di lavoro in due blocchi: la prima esperienza di vent’anni presso una grande banca, il Credito Italiano, dove ho incominciato a lavorare nel lontano 1968, a Milano a Genova e Cantù. Nel 1987 è iniziata invece la mia esperienza al Banco, dove sono stato assunto come capoarea con il coordinamento di un gruppo di filiali. Nel 1993, vengo chiamato in direzione a Desio come responsabile del servizio Crediti, e successivamente di altre aree funzionali (Finanza, Estero, Crediti speciali) sino alla nomina a vice direttore generale vicario cinque anni fa”. Lei ha vissuto, quindi, da protagonista i cambiamenti che hanno interessato l’istituto in quest’ultimo ventennio “Sono stati per il Banco anni di forte crescita che, considerate le dimensioni e l’operatività di partenza, credo abbia pochi eguali nel nostro sistema. Le darò solo qualche dato. A fine anni ’80 il Banco non arrivava a trenta filiali, sostanzialmente concentrate in un triangolo ideale con ai vertici Lecco, Como e Milano. I dipendenti erano poco più di seicento. La filiale più a sud di Milano era …. Milano. Solo dieci anni dopo il Banco aveva più che raddoppiato la rete periferica ed incominciato a gettare le basi per uno sviluppo oltre i confini regionali, aprendo le filiali di Firenze e Prato, primi nuclei di quella che sarebbe poi diventata Banco Desio Toscana SpA. Esperienza poi ripetuta con Banco Desio Lazio SpA e Banco Desio Veneto SpA. Oggi il nostro marchio è presente con oltre 170 filiali, in Lombardia naturalmente, in Piemonte, Toscana, Liguria, Veneto, Emilia Romagna e Lazio. Oltre ai quattro istituti di credito fanno parte del Gruppo Fides, Brianfid Lux, Rovere sicav, Credito Privato Commerciale e Chiara Assicurazioni: oltre 1.800 dipendenti che insieme a 200.000 clienti costituiscono il vero patrimonio del Gruppo Banco Desio”. Un percorso di crescita significativo. Quali le ragioni a suo avviso di un tale sviluppo? “Le rispondo con un apparente paradosso: restare uguali nel cambiamento. Non abbiamo infatti mai abbandonato o stravolto le nostre caratteristiche di fondo come banca locale, profondamente radicata sul territorio, in grado di fornire un servizio personalizzato, centrato sulle esigenze del cliente. Il nostro sviluppo è avvenuto nel solco di una tradizione volta a mantenere un’ identità, un modello di banca ed esportarla in realtà dove la presenza di banche con le nostre caratteristiche si era progressivamente rarefatta. Mentre la clientela costituita dalle famiglie e dalle piccole e medie imprese - che noi seguiamo da sempre - continuava a cercarla. Un modello di banca a misura d’uomo, dove si è riconosciuti, accolti e ascoltati. Dove un’organizzazione snella ed efficiente garantisce anche decisioni rapide, orientate a risolvere, non a complicare la vita dei nostri clienti. Ma per far ciò occorre conoscenza, conoscenza diretta della clientela, conoscenza del territorio in cui si opera, delle sue caratteristiche e peculiarità. Perché gli affari, le opportunità di lavoro nascono sul territorio, presso i nostri clienti, non nei nostri uffici”. Certo che questo tipo di assistenza, di cura personalizzata, avrà anche un costo. In questi ultimi anni poi si è assistito anche per le banche ad una rincorsa del cliente, con una comunicazione ed un marketing aggressivi in termini di prezzo. Lei cosa ne pensa ? “Innanzitutto non possiamo non essere d’accordo con un’impostazione di fondo che vede, grazie ad una maggiore trasparenza dell’offerta, il cliente della banca più libero di fare scelte consapevoli ed avvedute. Credo poi che al Banco, nel complesso, l’offerta di servizi bancari nell’ambito della raccolta e dell’intermediazione come dei finanziamenti sia ampia ed equilibrata, con prezzi adeguati. Quel che è certo, è che nella nostra azienda, sia che si offrano prodotti standardizzati sia ritagliati ad hoc sulle esigenze del singolo, siamo in grado, sempre e comunque, di garantire un trattamento, un’assistenza, una qualità del rapporto personale. E credo che questi fattori siano quelli che, nel tempo, fanno (e faranno anche in futuro) la vera differenza. L’anno scorso il Banco ha celebrato i cento anni di vita ed ha visto, in un arco temporale così lungo, molte altre aziende bancarie, anche sue dirette competitrici, uscire dal mercato. Credo che se il Banco di Desio è oggi ancora una presenza attiva, vitale in un mercato così competitivo e difficile qual è quello del credito, è perché la sua clientela pretende ed ottiene - oggi come ieri - un servizio e condizioni eque, corrette e trasparenti ma anche una qualità complessiva della relazione che è fatta di competenza professionale, conoscenza, fiducia e rispetto reciproco”. I risultati in questi anni, in termini di bilancio, sembrano avervi dato ragione. E per l’anno in corso come chiuderete ? “Siamo una banca privata, solida, con un patrimonio di vigilanza di oltre 780 milioni di euro. Società di rating ed analisti continuano a riconoscerci buone valutazioni, e continuiamo ad occupare posizioni di vertice nelle classifiche che la stampa specializzata ciclicamente propone. E pur in presenza di una congiuntura economica non delle più favorevoli, i risultati consolidati al 30 settembre, approvati il mese scorso dal Consiglio di Amministrazione, sono positivi e ci inducono a ben sperare per la chiusura del bilancio 2010”.
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