| Positivo il Full Rating Report 2009 emesso da Fitch |
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| Scritto da Redazione | |
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Il report per il Banco Desio evidenzia un quadro più che lusinghiero, raggiunto grazie alla profonda conoscenza della clientela e del tessuto socioeconomico di riferimento
Nel maggio scorso l’agenzia internazionale Fitch Ratings (primaria agenzia globale di rating impegnata a fornire ai mercati del debito nel mondo opinioni indipendenti, tempestive e prospetti che sul rischio di credito) ha pubblicato il report annuale sul Banco di Desio e della Brianza, confermando nell’analisi un quadro complessivamente più che lusinghiero per l’azienda di credito, pur in presenza di una difficile fase congiunturale per l’economia ed il sistema finanziario sia sul fronte domestico sia internazionale. “Alla fine del 2009 con un Tier Capital Ratio al 10,4%, la banca è adeguatamente capitalizzata in relazione ai rischi presi e ci si aspetta che il capitale rimanga adeguato e su buoni livelli nel medio termine”. Ad un profilo patrimoniale adeguato si associa un’esposizione creditizia ben diversificata tra i vari settori industriali ed altamente frammentata. “L’esposizione al rischio di credito è ben diversificata in un ampio range di settori, riflettendo sia la varietà dell’economia locale sia la decisione della banca di evitare concentrazioni inopportune”. La tradizionale conoscenza approfondita delle relazioni affidate, pur all’interno di un sistema strutturato di rating, riflette una consolidata prassi di valutazione e decisioni sul merito creditizio della clientela che scontano una profonda conoscenza della stessa e del tessuto socioeconomico di riferimento. Ne beneficia “la qualità degli asset che continua a reggere bene il paragone con i competitors”. La forte focalizzazione sul retail banking (“il 50% è formato da privati, il 30% da small business, il 18% da corporate ed il restante da banche ed altre istituzioni”) rappresenta da sempre il core business per il Banco. Tale tipologia di clientela è supportata da una rete di filiali progressivamente ampliata negli ultimi anni tramite un’espansione, realizzata anche tramite le controllate bancarie del Gruppo, che ha interessato oltre alla Lombardia, il Piemonte, l’Emilia Romagna, il Veneto, la Toscana, il Lazio e più recentemente la Liguria. L’attività di sviluppo ha consentito una buona crescita dei volumi intermediati (+8%) che contrapponendosi al basso livello dei tassi di interesse di mercato registrati nell’anno ha consentito comunque alla banca di contenere la caduta del margine di interesse. Sul fronte dei costi, infine, l’espansione della rete pur incidendo sugli oneri operativi non ha sostanzialmente intaccato il livello di efficienza (“l’efficienza della banca rimane buona per la sua dimensione. Il cost/income del Banco pari al 66% regge bene il confronto con i suoi competitors”).
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