Giovedì 23 Febbraio 2012
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Quando la poesia diventa musica PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Monguzzi   

Trent’anni fa, in una strada di New York, uno squilibrato uccideva John Lennon, che certamente è entrato nella storia per suo merito e non per quell’atto

È opinione largamente condivisa che John Lennon sia da annoverare fra i più grandi compositori del XX secolo avendo egli scritto alcuni dei pezzi più famosi della storia del rock, cosa che spiega anche perché si collochi all’ottavo posto nella classifica dei 100 personaggi britannici più importanti di tutti i tempi, come recita un sondaggio della BBC. Del resto, John Lennon e i Beatles rappresentano un mito, capaci come sono stati di illuminare il mondo della musica degli anni Sessanta del secolo scorso.

Per i Beatles, basti chiamare a testimonianza alcuni pezzi che a distanza di decenni non hanno ancora perso il loro fascino e la loro freschezza: basti citare Yesterdey, Let It Be, Help! e Michelle, un brano quest’ultimo che su You Tube viene richiamato costantemente da migliaia di visitatori.

Per John Lennon, partiamo dalla fine di questo gruppo. Una volta sciolto, ufficialmente nell’aprile del 1970, ognuno dei quattro Beatles percorse una propria strada: ci fu chi, come il batterista Ringo Starr, si limitò a vivere della propria storia, e chi invece ne inaugurò un’altra, sempre nel mondo della musica, come Paul McCartney e appunto John Lennon. Senza far rimpiangere, soprattutto quest’ultimo, le vette raggiunte dai Beatles (uno dei suoi album da solista, Imagine, è stato a lungo ai vertici delle classifiche europee e americane). Non è un caso del resto se, grazie alla sua capacità di fare poesia in musica, in Inghilterra John Lennon è sempre ai primi posti nelle classifiche musicali di tutti i tempi.

Nato a Liverpool il 9 ottobre 1940, John Lennon aveva incominciato ad avvicinarsi al mondo della musica in epoca scolastica, fino a costituire, verso la fine degli anni Cinquanta, il suo primo complesso, i Quarrymen. Fu durante una loro esibizione che conobbe Paul McCartney, e fu da questo incontro che si costituì quel nucleo base attorno a cui sarebbero sorti i Beatles. Così come partecipò in prima persona alla loro fondazione, allo stesso modo John Lennon contribuì alla loro fine. Fra le cause, il rapporto instaurato con l’artista giapponese Yoko Ono, che tanta parte ebbe nell’indirizzargli la vita spingendo o favorendo quelle componenti “ribelli” proprie della personalità del musicista.

L’uomo che era arrivato a mettere in ridicolo la ricchezza della famiglia reale inglese e a dichiarare che i Beatles “erano più famosi di Gesù Cristo”, con ciò attirandosi addosso lo sdegno dei credenti e l’ira dei più fanatici (che dettero persino fuoco a pire di album del complesso), dal rapporto con la Ono trasse ulteriori spunti per cancellare dalla sua vita alcuni aspetti ed esaltarne altri.

Cancellando ad esempio il primo matrimonio con Cynthia Powell, che aveva sposato nel 1962 tenendo la cosa segreta perché, secondo un suo manager, “quel matrimonio poteva dar fastidio alle fans” (ma altro motivo di rottura con la moglie fu la sua dipendenza dalla droga). Ed esaltando il suo impegno per il pacifismo, cosa che attirò su di lui le attenzioni del FBI statunitense (gli venne più volte rifiutata la cittadinanza americana).

Per il pacifismo e contro la guerra in Vietnam la coppia Lennon-Ono dimostrò in maniera diciamo curiosa durante la loro luna di miele: non uscirono dal letto della loro camera d’albergo, all’hotel Hilton di Amsterdam, per un’intera settimana, dal 25 al 31 marzo 1969, fra i lampi dei fotografi e le interviste dei giornalisti. Un’analoga protesta organizzarono poi in Canada, visto che gli Stati Uniti avevano vietato loro l’accesso.

Come detto, il rapporto di John Lennon con Yoko Ono da un lato contribuì a spingere i Beatles verso lo scioglimento, da un altro lato indirizzò definitivamente John verso la carriera di solista (aveva già alle spalle alcune esperienze, fra cui l’album dal vivo Live Peace in Toronto, del 1969, registrato con una band appositamente creata, la Plastic Ono Band).

Per John, il rapporto con la Ono non poteva non essere intenso e tumultuoso allo stesso tempo, e non a caso i due vissero separati per un periodo di 18 mesi dal settembre del 1973, un periodo che l’ex Beatle passò in California, per poi riconciliarsi con la moglie.

Per John Lennon furono anni, questi, importanti dal punto di vista musicale. Già detto di Imagine, un altro suo album notevole fu Mind Games, uscito alla fine del 1973 e autoprodotto, cui seguirono Walls and Bridges, dell’ottobre 1974, e Rock ‘n’ Roll, del 1975, anno in cui John e Ono ottennero finalmente il permesso di risiedere negli USA.

A partire da quel momento, iniziò per l’artista un graduale ritiro dalla scena pubblica, ma non dalla musica, fino a quando, l’8 dicembre 1980, al termine di un pomeriggio passato in una sala di registrazione di New York, venne affrontato per strada da uno squilibrato che gli sparò 5 colpi di pistola dicendogli: «Ehi, Mister Lennon! Sta per entrare nella storia».

 



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