| Parlo italiano? |
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| Scritto da Datini | |
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Un divertente excursus sull’uso e sull’abuso della preposizione A, e un ripasso sulle giuste maniere di salutare il prossimo. Particelle queste sconosciute.No, non vogliamo occuparci di atomi e fisica dei quanti; stiamo parlando piuttosto di linguistica e piu' precisamente di quelle preposizioni che - piccole e brevi - subiscono ogni tanto le nostre prepotenze o che non sappiamo difendere dagli attacchi ricorrenti delle lingue straniere. Il buon giorno al tramonto.“Il buon giorno si vede dal mattino” recitava un proverbio antico. Ormai caduto in disuso perche' oggi per salutare qualcuno che incontro e' tutto un fiorire di amichevoli “ciao” o di piu' formali “salve”. Nulla contro le due forme citate – certo meglio di grugniti a mezza bocca privi di qualche forma e intelligibilita' – ma se provassimo a riportare in auge i classici buon giorno, buon pomeriggio, buona sera e buona notte? Faremmo un piccolo piacere alla nostra lingua che perde ogni giorno la ricchezza che le e' propria a vantaggio di forme certo piu' “svelte” ma anche piu' “povere”. |



