Domenica 20 Maggio 2012
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Scritto da Datini   

Un divertente excursus sull’uso e sull’abuso della preposizione A, e un ripasso sulle giuste maniere di salutare il prossimo.

Particelle queste sconosciute.

No, non vogliamo occuparci di atomi e fisica dei quanti; stiamo parlando piuttosto di linguistica e piu' precisamente di quelle preposizioni che - piccole e brevi - subiscono ogni tanto le nostre prepotenze o che non sappiamo difendere dagli attacchi ricorrenti delle lingue straniere.
Prendiamo la preposizione A. Dovremmo avere maggior riguardo nei suoi confronti, in fondo e' la prima lettera dell’alfabeto e invece ne facciamo un uso sconsiderato, la utilizziamo quando non dovremmo e viceversa. Al ristorante o in trattoria un piatto di spaghetti col burro o col ragu' diventa al burro e al ragu', ma anche una bistecca sulla griglia diventa piu' buona se alla griglia (o ai ferri). Arrivati al dessert, che facciamo ? ordiniamo un gelato alla crema o di crema, al pistacchio o con il pistacchio? Per non parlare di quando ci rechiamo a messa o a teatro invece che alla messa e al teatro. Anche all’ippodromo qualche problema lo incontriamo se il nostro cavallo corre al galoppo, al trotto, al passo (invece che di galoppo, di trotto, ecc.).

Il buon giorno al tramonto. 

“Il buon giorno si vede dal mattino” recitava un proverbio antico. Ormai caduto in disuso perche' oggi per salutare qualcuno che incontro e' tutto un fiorire di amichevoli “ciao” o di piu' formali “salve”. Nulla contro le due forme citate – certo meglio di grugniti a mezza bocca privi di qualche forma e intelligibilita' – ma se provassimo a riportare in auge i classici buon giorno, buon pomeriggio, buona sera e buona notte?  Faremmo un piccolo piacere alla nostra lingua che perde ogni giorno la ricchezza che le e' propria a vantaggio di forme certo piu' “svelte” ma anche piu' “povere”.  
 Proviamo allora a rivalutare l’uso del buon giorno e dei suoi “cugini”, osservando le semplici regole di seguito: dall’alba a mezzogiorno sara' buon giorno, a seguire buon pomeriggio o buona sera. E quando la buona notte? Dipende, se chi incontro avro' modo di rincontrarlo ancora sara' buona sera senno' buona notte sancira' il congedo definitivo dal nostro interlocutore (o interlocutrice ….)



 

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