Domenica 20 Maggio 2012
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L’ottimismo della ragione PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Manca e Marco Demicheli   

Tutto ciò che potrebbe riservarci il prossimo decennio nei campi della tecnologia, dell’ingegneria genetica, dell’industria e del lavoro. A prescindere dalla crisi economica di oggi e da tutti i problemi che affliggono l’umanità

“Iudico che la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che etiam lei ne lasci governare l’altra metà, o presso, a noi.” (N. Macchiavelli)

 

“Chi è l’ottimista? Colui che pensa che questo sia il migliore dei mondi possibili. E un pessimista? Colui che sa che è vero”. Al di là della battuta di Oscar Wilde, nel corso dell’anno appena concluso le buone notizie sono state spesso soppiantate da tristi avvenimenti e, anche volgendo lo sguardo al futuro, le problematiche non sembrano diminuire.

Si sa che nei prossimi lustri non mancheranno le incertezze: la crisi finanziaria, il terrorismo su scala mondiale, il fondamentalismo religioso, il surriscaldamento del pianeta, l’esaurimento delle risorse naturali, l’ascesa di nuove potenze economiche e il declino dello stile di vita occidentale. Ma questo è niente, paragonato a quello che ci aspetterebbe più avanti.

Infatti, secondo lo scrittore ed economista Jacques Attali, la globalizzazione potrebbe essere sostituita da un “iper-impero”, ovvero la vittoria del mercato sugli Stati, il mercato che diventa planetario e porta al superamento del concetto stesso di Stato. Le guerre locali e nazionali potrebbero essere inglobate da un “iper-conflitto” dalle conseguenze inimmaginabili.

E la gente comune? Sarà costretta a spostarsi continuamente in ogni angolo del globo per assecondare i dettami dell’economia, con la conseguenza che si innescherà una catena inesauribile di lotte intestine fra nomadi e sedentari. Più in generale, qual è il valore più importante per alimentare l’ottimismo? La fiducia. Peccato che oggi la fiducia per lo più vacilla in una società che è divenuta schiava di certi “circoli viziosi” (corruzione e altre perverse regole tacite che si sostituiscono a quelle buone). In aggiunta, la politica arranca e non riesce a dominare i problemi dell’economia; viviamo nel mezzo di una crisi, ma quel che è peggio è che nessuno sa dire quando e come ne usciremo.

Dunque è tutto perduto? Forse no, perché per scoprire che il mondo in cui viviamo non è poi così male, è il caso forse di darci un’altra chance. Una chance più realistica e dinamica, che consiste nell’andare alla scoperta di buone, anzi ottime, ragioni per essere ottimisti. Gli standard di vita umani sono molto migliori oggi rispetto a qualsiasi altro periodo della storia: a livello globale, il reddito pro capite si è triplicato solo nel corso degli ultimi 50 anni, tenendo conto anche dell’inflazione; la durata media della vita ha avuto un incremento del 30%; la mortalità infantile si è abbattuta di due terzi.

Questi trend sono globali e non locali. Se si guarda alle cifre, non si può non riconoscere che siamo sempre più in salute, liberi, benevoli, più pacifisti, più attenti all’igiene, più uguali e anche più intelligenti. Ovviamente non tutti in tutte le parti del mondo. Ma mediamente è così. Ora, partendo dalla constatazione di una diffusa negatività e consapevoli di essere sommersi da un’incessante valanga di brutte notizie che ci travolge quotidianamente, forse per spirito di contraddizione, oppure perché la lista dei problemi la conosciamo già, proviamo a elencare alcuni ambiti per essere confidenti su ciò che ci aspetta.

Tecnologia - Se appare un po’ improbabile che nel 2020 gran parte delle automobili possa andare ad idrogeno e che un chip sarà piccolo quasi quanto un neurone umano e la sua potenza supererà un miliardo di transistor, è certo che entro il 2020 tutti gli schermi saranno capaci di produrre luce propria ed avere una forma ipersottile, pieghevole e arrotolabile. Anche i viaggi nello spazio diventeranno realtà per un buon numero di persone ricche, ma all’inizio saranno possibili solo quelli di breve durata, mentre vi saranno computer da 1000 dollari che avranno una potenza di elaborazione simile a quella della mente umana.

Gli elaboratori saranno capaci di svolgere tutte le mansioni ripetitive, molte mansioni flessibili, alcune attività creative. Grazie all’informatica affettiva, i robot saranno dotati di empatia, mentre saremo in grado di portare in un taschino tutta la musica, i film, i libri, l’arte e la cultura del mondo. Inoltre, tra meno di dieci anni saranno disponibili dispositivi di traduzione simultanea universali su tutti i dispositivi mobili, mentre comunissimi occhiali ci permetteranno di vedere la cosiddetta “realtà aumentata” (dispositivi di visione e ascolto che aggiungono informazioni multimediali alla realtà già percepita “in sé”).

Ingegneria genetica - Prescrivere a un paziente l’analisi del suo intero patrimonio genetico così come si richiede un elettrocardiogramma o una risonanza magnetica? Perché no. Dopo dieci anni dalla pubblicazione della mappa genetica umana, senza eccedere con l’entusiasmo e senza esagerare con le critiche, i vantaggi sembrano crescere di importanza, anno dopo anno. La mappatura del genoma umano ha permesso di catalogare all’incirca 25 mila geni che determinano le caratteristiche fisiche di un individuo e il funzionamento del suo organismo. Altre due ricadute del Progetto Genoma: l’impatto dell’analisi genetica sulla prognosi della malattia (i maggiori progressi si sono fatti in oncologia) e sulla terapia, intesa come possibilità di scegliere il farmaco più adatto in base alla carta di identità genetica del paziente (un esempio è l’utilizzo di farmaci anti-Aids) o addirittura in base alla carta di identità della malattia.

Industria - La società tende a considerare ogni prodotto chimico come dannoso e ogni cosa naturale come buona. Tuttavia molte nuove scoperte e ricerche scientifiche ci stanno aiutando a sviluppare materiali e applicazioni che sono più amici dell’ambiente e che allo stesso tempo preservano la qualità e lo stile di vita che ci aspettiamo. Chimici e petrolchimici lavorano in parallelo per ricercare nuovi metodi più sostenibili e amici dell’ambiente mantenendo allo stesso tempo lo sviluppo della nostra economia e della nostra industria.

Alcuni esempi: produzione di materiali plastici mediante l’utilizzo di risorse naturali; celle a combustibile idrogeno per azionare automobili e motori; composti di plastica leggera che aiutano a ridurre il consumo di carburante di automobili e aeroplani; utilizzo delle ceneri dei rifiuti solidi urbani per varie applicazioni per l’edilizia sostenibile. Inoltre, polimeri a prova di graffio, plastica che si aggiusta da sola, queste ultime novità della scienza dei materiali ispirate a soluzioni naturali o basate su principi chimici potrebbero presto rivoluzionare la nostra vita quotidiana.

Lavoro - Nei prossimi decenni i lavori manuali saranno assorbiti dalle macchine, trasferiti nei Paesi emergenti o affidati a immigrati. I ruoli a maggior contenuto intellettuale si eserciteranno sempre più attraverso il telelavoro, senza orario né sede, attraverso un’attività che possiamo chiamare “ozio creativo” in cui lavoro, studio e gioco si confondono tra loro, si destrutturano nel tempo e nello spazio, si organizzano per obiettivi, dipendono dalla motivazione.

In altri termini il telelavoro sfrutta al massimo le caratteristiche di flessibilità e viene incontro alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori di conciliare la vita personale e familiare con la vita professionale. Tali progetti possono essere propedeutici a sviluppi futuri, rivolti a incrementare le possibilità occupazionali e lavorative, ad esempio, dei disabili. Altri vantaggi per la società riguardano il risparmio di tempo e di denaro per gli spostamenti, la riduzione del traffico e dell’inquinamento, la migliore gestione degli spazi urbani con conseguente riqualificazione delle città e miglioramento della qualità della vita.

Ecco, questi sono alcuni esempi che ci inducono a guardare al prossimo decennio con un certo ottimismo, ma ci sembra che questa positività si possa realizzare effettivamente solo a condizione che si persegua una diffusione, sempre più vasta e profonda, di cultura in ogni strato della popolazione.

Abbiamo tutti bisogno di conoscere il mondo in cui viviamo e i suoi meccanismi. Le conoscenze di cui sarebbe necessario disporre devono includere non solo l’arte di comunicare, la retorica e la strategia delle azioni politiche, ma anche: economia, scienza, tecnologia, tecniche di previsione, organizzazione, gestione globale della qualità, informatica, analisi dei sistemi. Per analizzare le principali problematiche e per progettare soluzioni e strategie occorrono, dunque, esperti che raccolgano e analizzino dati rilevanti, producano plausibili procedure risolutive, discutano alternative e prospettino efficaci percorsi di ricerca. Solo un innalzamento drastico della cultura permetterebbe il sorgere di vette di competenza, che saranno fondamentali per i decisori di domani.

Certo: continueranno a manifestarsi eventi naturali catastrofici (mancanza di acqua, epidemie, cataclismi), ma stiamo diventando sempre più bravi a gestirli. Oggi, in tempo di crisi, c’è da temere che l’economia e la finanza non si riprendano e continuino ad essere dominate da profittatori. Per evitarlo, oltre a studiare economia e finanza, dobbiamo difendere il controllo sociale della tecnologia, della libertà e dell’uguaglianza civile.

Proviamo ad immaginare un avvenire positivo e a costruirlo. La rivoluzione culturale deve investire in scuole, industrie, politica, aziende private e strutture pubbliche, radio, televisioni e giornali. Questa è la sola via per la sopravvivenza e per creare una società matura, controversa, prospera e libera.

 



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