Domenica 20 Maggio 2012
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Come si concretizza la concessione di un credito PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

Vediamo a quali strutture del Banco Desio è attribuita la funzione di autorizzare e gestire il credito ordinario

“L’impiego di denaro costituisce la funzione principale, direi la ragion d’essere di un Istituto Bancario, il quale, cedendo i capitali a sua disposizione, potrà far sorgere, far sviluppare, appoggiare innumerevoli aziende commerciali ed industriali. Il denaro suddiviso e trattenuto nelle mani di ogni singolo proprietario non potrebbe essere vantaggiosamente utilizzato. Raccolto invece dalle Banche, si diffonde poi come sana irrigazione in un terreno che renderà copiosi frutti”. Così Teodoro Celli, procuratore della Banca Commerciale Italiana, definiva l’esercizio del credito nel suo “Manuale pratico per l’impiegato di banca” (Manuali Hoepli -1930). Immagini retoriche a parte, la descrizione appare attuale anche oggi: la banca è un’impresa la cui attività principale consiste nell’esercizio contemporaneo della raccolta di risparmio tra il pubblico e della concessione del credito. Quest’ultima funzione racchiude per natura e scopo caratteristiche che la rendono strategica per la gestione di un’azienda di credito.

In questo contesto appare di tutta evidenza la centralità delle attività svolte dagli uffici che si occupano della gestione del processo di affidamento, nelle varie fasi che lo caratterizzano.

Anche al Banco Desio, la missione di tali uffici è quindi quella di presidiare le attività di concessione e di gestione del credito ordinario al fine di assicurare una attenta e consapevole assunzione dei rischi, in linea con le politiche aziendali di tutela della qualità del credito. Ne parliamo con Franco Pagani, responsabile dell’Area Crediti della banca. Comasco, 55 anni, sposato con due figli, Franco Pagani - dopo esperienze maturate in altre aziende di credito - è al Banco dal 1999, dove ha lavorato presso strutture di filiale e di sede, con responsabilità crescenti.

 

Quali sono i passaggi che avvengono a livello di filiale per la concessione di un credito ad un azienda?

“Il processo del credito viene avviato in filiale - ci spiega Franco Pagani - in conseguenza di azioni di sviluppo o di richieste da parte della clientela. Preliminare è la cosiddetta fase di istruttoria, che prevede la raccolta di dati di natura qualitativa e quantitativa che possono concorrere a definire un quadro quanto più preciso del nostro interlocutore e della natura della sua richiesta. Sulla base di questi elementi, la filiale è in grado di predisporre una proposta di affidamento da sottoporre al responsabile della filiale stessa. Quest’ultimo decide la concessione nell’ambito delle sue facoltà o l’inoltro della proposta ad organi deliberanti superiori presso la nostra area”.

 

Esistono quindi livelli diversi di facoltà nella concessione del credito?

“Certamente. Il Consiglio di amministrazione del Banco ha attribuito delle facoltà specifiche, in materia di concessione di prestiti, sia ai responsabili di filiale e di zona sia a strutture di sede come l’Area Crediti e la Direzione. Le decisioni di maggior peso vengono prese da organi collegiali, il Comitato fidi/Comitato esecutivo e il Consiglio di amministrazione”.

 

Come si articola e quali funzioni svolge l’area da lei diretta?

“L’Area Crediti presidia tutte le attività di concessione e gestione del credito e coadiuva la Direzione in tema di assunzione dei rischi. Analizza e delibera le proposte di affidamento rientranti nelle proprie autonomie ed esprime un parere per quelle di competenza degli organi deliberanti di livello superiore che le ho citato prima. L’area è articolata con un comparto operativo (l’ufficio Fidi Anagrafe e Garanzie) e tre uffici Crediti. Questi ultimi rappresentano uno snodo importante in quanto rappresentano gli interlocutori ed i referenti diretti, in materia creditizia, dell’intera rete periferica. I tre responsabili di questi uffici sono coadiuvati da settoristi esperti, dotati di facoltà proprie. Quanto alla loro attività, consiste nell’analizzare e deliberare le proposte di affidamento rientranti nelle loro autonomie di delibera, supportare il responsabile dell’Area nel presidio delle attività di gestione del credito ordinario, infine nell’esaminare le proposte di competenza superiore, esprimendo un giudizio in merito”.

 

E quali invece i compiti dell’ufficio Fidi Anagrafe e Garanzie?

“Questo ufficio svolge compiti di supporto sia all’Area Crediti sia alle strutture di filiale: dall’assistenza nella gestione dei dati anagrafici della clientela e di gestione diretta delle banche dati esterne (visure, protesti, ecc.), alla raccolta e perfezionamento e monitoraggio delle garanzie personali e finanziarie. Sempre a questo ufficio sono altresì demandate attività inerenti l’emissione delle garanzie passive, la gestione di tutti gli adempimenti connessi alla normativa dell’Organo di Vigilanza in materia di segnalazioni alla Centrale Rischi. Infine il coordinamento delle attività connesse alla gestione documentale ed elettronica delle proposte di affidamento e la cura per l’inoltro agli organi deliberanti della sede”.

 

Entrando più nello specifico, ci può illustrare i criteri che consentono a chi delibera di valutare il merito creditizio di un cliente, e quindi decidere se concedere o meno fiducia?

“In sintesi, gli elementi di maggior rilievo che concorrono all’assunzione di tale decisione sono due: il frazionamento del rischio fra una molteplicità di aziende operanti in diversi settori di attività economica ed in differenti segmenti di mercato e la congruità del fido a livello di singolo nominativo in funzione non solo dell’autonoma capacità di credito di quest’ultimo, ma anche della forma tecnica del fido stesso nonché delle garanzie collaterali acquisibili.

“Per quanto concerne in particolare la capacità di credito ora menzionata, occorre sottolineare che la stessa non è determinabile adottando esclusivamente metodologie e/o coefficienti stabiliti a priori. Ogni richiesta di finanziamento va quindi considerata approfondendo l’analisi di una serie di fattori ed elementi determinanti, all’interno ed all’esterno dell’azienda”.

 

Può specificarci quali?

“Le preciso quelli - anche strettamente correlati tra loro - che riteniamo più importanti: la fiducia, per esempio, parola che ha un’assonanza non casuale con la parola fido. Fiducia che è in funzione di fattori d’ordine personale attinenti alla correttezza e capacità tecnica di coloro che guidano l’azienda. Sempre in tema di governance, la stabilità nella conduzione aziendale che assicura unità e continuità all’indirizzo gestionale. Ma anche la convincente motivazione della destinazione dell’affidamento, e la capacità espressa dall’azienda nel far fronte alla mutabilità dell’ambiente economico in cui opera. Senza dimenticare, ovviamente, di approfondire aspetti più squisitamente economico finanziari quali quelli attinenti un’equilibrata struttura patrimoniale e finanziaria, tenuto conto delle risorse sulle quali l’azienda potrà fare assegnamento e dei fabbisogni che nello stesso tempo si verificheranno in conseguenza degli impegni programmati, la positiva situazione di liquidità, un’ adeguata redditività della gestione aziendale”.

 

Tutti fattori che per la loro natura sono sensibili a variazioni notevoli nel tempo. Come può la banca fronteggiare tale variabilità?

“Sostanzialmente attraverso due approcci e conseguenti attività derivate. Il primo di natura strettamente organizzativa e gestionale prevede attività di revisione periodica degli affidamenti. In sede di rinnovo delle posizioni affidate vengono aggiornati tutti gli elementi, sia interni che esterni, già oggetto di analisi in sede di primo affidamento. Con la raccolta di tutti i dati previsti, cui si aggiungono i dati andamentali interni relativi al rapporto sviluppato, chi delibera è quindi in grado di esprimere una valutazione di merito aggiornata e puntuale.

“L’altro approccio - non alternativo, sia chiaro, ma complementare al primo - riposa su aspetti di natura qualitativa della relazione con il cliente affidato: nella continuità dei rapporti, nella capacità di seguire l’evolversi dell’ andamento aziendale da vicino, con la prossimità tipica della banca locale. Qui la matrice culturale del Gruppo Banco Desio caratterizzata da un consolidato radicamento territoriale gioca un ruolo decisivo nello stabilire rapporti di partnership vera con la clientela, pur nella differenza di ruoli e responsabilità.



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