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| Scritto da Enrico Casale |
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Continuiamo la carrellata di alcuni dei personaggi che hanno visto la luce nel 1909 di Enrico Casale
Il 5 febbraio… … a Certaldo, nasce Ernesto Calindri, l’attore che, per chi ha oggi tra i quaranta e i cinquant’anni, rimane l’uomo della pubblicità del Cynar. In realtà Ernesto Calindri è stato uno dei migliori attori italiani dell’ultimo secolo, uno dei protagonisti sia della scena teatrale sia del cinema. Figlio d’arte (i genitori erano attori), trova il successo nell’estate del 1937, quando viene chiamato da Renato Simoni a Venezia per sostenere la parte di Florindo ne «Il bugiardo» di Carlo Goldoni. Da quel momento inizia la sua brillante carriera, accanto a nomi importanti come quelli di Sergio Tofano, Luigi Cimara, Antonio Gandusio, Emma Gramatica, Laura Adani e Evi Maltagliati. Nel 1939 sposa l’attrice Roberta Mari. Nel dopoguerra fa compagnia teatrale insieme a Laura Adani, Tino Carraro e al giovane Vittorio Gassman. Nel 1950 crea la sua prima compagnia che comprende, fra gli altri, anche Lia Zoppelli, Valeria Valeri, Lauretta Masiero, Franco Volpi e Alberto Lionello. La televisione consente a Ernesto Calindri di raggiungere il grande pubblico, che si affeziona presto al suo personaggio. Vi esordisce nel 1958 apparendo in «La spada di Damocle», e si mette inoltre in luce come presentatore nel programma di intrattenimento «Il signore delle 21», del1962. Come a molti valenti attori prima di lui, gli viene proposto di interpretare brevi filmati pubblicitari. Dapprima fu la volta della China Martini, in seguito nel 1966 inizia la serie di filmati pubblicitari per Cynar. L’avanzare dell’età non sembra intaccare minimamente l’energia e la brillantezza di Calindri che, a ottant’anni suonati, sorprende tutti interpretando in teatro la commedia musicale «Gigi» di Colette, dove si esibisce addirittura come cantante e ballerino. Si spegne nel sonno a Milano la sera del 9 giugno 1999.
Il 22 gennaio… ... nasce Porfirio Rubirosa, diplomatico e pilota automobilistico dominicano e giocatore di polo. Rubirosa passa alla storia come uno dei più celebri playboy del XX secolo, morto a soli cinquantasei anni in un incidente d’auto a Parigi. Sposato più volte, delle mogli ricordiamo l’attrice cinematografica francese Danielle Darrieux, Flor de Oro Trujillo, figlia del dittatore dominicano Rafael Leónidas Trujillo Molina, che gli assegnò un incarico diplomatico a Berlino, Doris Duke, giornalista e milionaria, la miliardaria Barbara Hutton e Odile Rodin, attrice francese diciannovenne. A Rubirosa sono state attribuite numerose relazioni sentimentali con importanti nomi del mondo dello spettacolo e del jet-set. Ricordiamo fra le tante Dolores del Río, Marilyn Monroe, Ava Gardner, Rita Hayworth, Soraya Esfandiary, Veronica Lake, Kim Novak, Eva Peron e Zsa Zsa Gabor. Morì come detto in un incidente d’auto, schiantandosi con la sua auto contro un albero del Bois de Boulogne Dopo una notte di baldorie in seguito alla vittoria nella coppa di Francia di polo.
Il 9 febbraio… …nasce a Fiume, sotto l’impero austro-ungarico, Leo Valiani, giornalista, ma anche partigiano e politico tra i più lucidi e illuminati del Dopoguerra. All’anagrafe si chiamava Leo Weiczen e il suo nome fu italianizzato in Valiani nel 1927. Oppositore del fascismo sin da ragazzo, fu mandato al confino (1928) nell’isola di Ponza, dove aderì giovanissimo al Partito comunista d’Italia (Pcd’I). Successivamente (1931) fu condannato a cinque anni di carcere per la sua attività cospiratoria nelle file del Pcd’I. Fuggito in Francia, collaborò al settimanale del partito «Il Grido del Popolo» e al quotidiano filocomunista «La Voce degli Italiani», diretto da Giuseppe Di Vittorio (che poi fondò la Cgil), ma si avvicinò anche ad ambienti marxisti eterodossi e strinse amicizia con Aldo Garosci e Franco Venturi, militanti di Giustizia e Libertà. Nel 1939 ruppe con il Pcd’I dopo il patto Molotov-Ribbentrop e fu internato nel campo di concentramento di Vernet d’Ariège allo scoppio della Seconda guerra mondiale. In prigionia conobbe un altro ex comunista, Arthur Koestler, che divenne suo amico e gli dedicò un bel ritratto nel suo libro «La schiuma della terra». Nel 1940, dopo l’invasione tedesca della Francia, Valiani riuscì a evadere e rifugiarsi in Messico. Rientrato in Italia nel 1943, divenne esponente del Partito d’Azione nel Comitato di liberazione nazionale alta Italia, organizzando, insieme a Pertini e ad altri esponenti della resistenza antifascista, l’insurrezione dell’aprile 1945. Dopo la guerra fu deputato nell’Assemblea costituente e quando il Partito d’Azione si sciolse, si ritirò dalla politica attiva e divenne giornalista. Aderì successivamente (1956-1962) al Partito radicale e, negli anni Ottanta, al Partito repubblicano italiano (come indipendente). Tornato al giornalismo, collaborò con «Il Mondo», «L’espresso» ed il «Corriere della Sera». Nel 1980, l’allora presidente della Repubblica, Sandro Pertini, lo ha nominato senatore a vita. Valiani è morto nel 1999.
Il 30 maggio… …a Chicago, nasce Benjamin David «Benny» Goodman, clarinettista, compositore e direttore d’orchestra statunitense, che specialmente negli anni Trenta ebbe grandi successi con la sua Big Band ed è ritenuto il più importante protagonista dello swing. Nato da poveri immigrati ebrei, a 10 anni cominciò a studiare il clarinetto, e a 12 suonava già nell’orchestra del teatro. Il suo modo di suonare il jazz deriva dai grandi solisti delle band degli anni 1921 tra cui il Creole Jazz Band di King Oliver e i più noti rappresentanti del Chicago Jazz come Johnny Dodds, Barney Bigard o Don Redman. Goodman entrò in una delle band principali di Chicago, l’orchestra di Ben Pollack, nel 1932, per suonare poi con band di livello nazionale: quelle di Red Nichols, Isham Jones e Ted Lewis. Nel 1934 Goodman fondò la Big Band che unì per la prima volta musicisti bianchi e di colore. Nel 1938 Goodman diede il suo famoso concerto jazz nella Carnegie Hall di New York City che era riservata fino allora solo alla musica classica. Fra gli anni Trenta e Quaranta fu lui il più importante esponente della musica jazz fra i bianchi, legando il suo nome non solo a composizioni rimaste nella storia («Stompin’ at the Savoy» o «Air Mail Special») ma anche a personaggi musicali che in seguito divennero di vero spicco (Ella Fitzgerald e Peggy Lee). Oltre alla sua Big Band fondò anche il Benny Goodman Quartett che unì i grandi del jazz: Teddy Wilson, Gene Krupa e Lionel Hampton e in seguito un sestetto. Goodman è morto a New York nel 1986.
Il 18 maggio… … a Stockport nel Cheshire, in Inghilterra, nasce Frederick John Perry , il cui nome è legato sia alle sue imprese sportive nel mondo del tennis e del ping-pong, sia al marchio di abbigliamento, caratterizzato da una coroncina d’alloro, che porta il suo nome. Nel mondo del tennis, viene ricordato per i suoi tre successi nel torneo di Wimbledon, in quello del ping-pon per aver vinto il campionato del mondo del 1929, disputatosi a Budapest. Quanto alla linea di abbigliamento che reca il suo nome, per decenni è stata considerata fra i marchi migliori del settore dell’abbigliamento sportivo, rivaleggiando con quella creata dal suo amico-avversario Renè Lacoste, caratterizzata da un piccolo coccodrillo.
Il 5 novembre… …nasce a Somma Lombardo Angelo Moratti, industriale, petroliere ma, soprattutto, grande dirigente sportivo che ha regalato all’Inter i titoli più prestigiosi. Cavaliere del Lavoro, laurea honoris causa in Economia, ha fondato la Saras, un gruppo industriale italiano attivo nella raffinazione del petrolio e nell’energia, attualmente controllato dagli eredi Gianmarco e Massimo (che ha raccolto anche il testimone sportivo del padre diventando negli anni Novanta presidente nerazzurro). Incominciò a lavorare a 16 anni, esercitando vari mestieri. Da rappresentante di combustibili diventa egli stesso produttore, dopo l’acquisto di una torbiera. Nel 1932 fondò a Roma la Petrocargom, una società di commercio di oli combustibili e raffinati dall’innovativo sistema di stoccaggio dei prodotti. La mentalità imprenditoriale intuitiva e aperta lo ha portato successivamente a soluzioni brillanti di fronte a scenari in evoluzione. Nel 1939 fonda la Società minerali del Trasimeno. Attraverso questa società acquista e riapre una miniera di lignite a Pietrafitta nei pressi del lago Trasimeno e realizza una centrale elettrica che darà luce alla capitale. Terminata la seconda guerra mondiale è stato il primo imprenditore a realizzare un grande insediamento industriale in Sicilia. Dopo aver acquistato una vecchia raffineria in Texas, ne trasporta via oceano gli impianti e fonda nel 1948 ad Augusta (Sr), la Rasiom. Fonda poi una società per il trasporto petrolifero marittimo, la Prora, le cui principali navi porteranno i nomi delle tre figlie. Nel 1962 a Sarroch nei pressi di Cagliari apre la sua ultima grande realizzazione: la Saras, raffinerie sarde, la più grande raffineria petrolifera del Mediterraneo. In seguito arriverà l’acquisto della Società petrolifera italiana con raffinerie a Livorno e alla Spezia. Moratti è però noto soprattutto per essere stato dal maggio 1955 il presidente dell’Inter, che rileva da Carlo Masseroni e di cui rimane proprietario fino al maggio 1968, quando lascia la presidenza a Ivanoe Fraizzoli. La sua fu la Grande Inter. I primi anni furono avari di soddisfazioni, nonostante gli ingenti sforzi economici e squadre dall’alto tasso di spettacolarità. Con l’arrivo di Helenio Herrera e di un giovane, ma già competente dirigente come Italo Allodi, e applicando le regole ferree delle altre sue aziende, cominciò a vincere e non si fermò più. Con lui l’Inter ha vinto tre scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe intercontinentali, segnando un periodo glorioso per il club che finora non ha più eguagliato il record. Angelo Moratti è morto nel 1981. Altri articoli di questo autore |



