| Banco Desio: approvato il bilancio 2010 |
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| Scritto da Giorgio Rossin | |||||||||||||||
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Registrati incrementi sia degli impieghi sia della raccolta, con un ulteriore rafforzamento patrimoniale Continuata l’opera di sviluppo territoriale del Gruppo Il 2010 ha registrato - a livello mondiale - una complessiva ripresa a fronte di un biennio 2008-2009 contraddistinto dalla peggior crisi economico finanziaria della storia contemporanea. A caratterizzare tale ripresa i Paesi emergenti, veri protagonisti, segnatamente la Cina con un Pil cresciuto del 10,1% e l’India con una crescita attestatasi nel 2010 all’8,9%. I Paesi Maturi (Stati Uniti, Giappone ed Europa) molto meno brillanti. L’area Euro infatti (crescita sull’1,7%) ha potuto contare sulla solita Germania che ha fatto da traino (Pil + 3,9%) ma ha dovuto (e dovrà) fare i conti con i problemi dei Paesi deboli dell’area (Grecia, Irlanda, Spagna e Portogallo) che scontano difficoltà di non lieve portata a fronte di debiti pubblici nazionali elevati e la necessità di cure drastiche che agitano (ed agiteranno) l’opinione pubblica dei singoli Paesi, nella fattispecie Spagna e Grecia. Per il nostro Paese il 2010 è apparso caratterizzato da un quadro problematico con una crescita del Pil tra le più basse in Europa (+ 1,1%). L’economia sostenuta dalla domanda estera ha visto sul fronte interno pesanti flessioni. Ed una ripresa della domanda interna condizionata con dati del reddito disponibile delle famiglie in caduta per il quarto anno consecutivo. Il Paese deve anche fare i conti con un tasso di disoccupazione endemicamente elevato (sopra l’8% per tutto il 2010) e con prospettive non incoraggianti che parlano di un 10% per il 2012. In uno scenario di riferimento così complesso anche il sistema bancario italiano ha dovuto affrontare un anno difficile per sostenere l’economia a livello nazionale e locale e mantenere le posizioni sul mercato: i depositi da clientela hanno segnato un tasso di crescita tendenziale del 5,6%, e solo verso fine anno si è registrata una ripresa del finanziamento alle imprese con tassi in assestamento ma ancora su valori prossimi ai minimi storici. In flessione rispetto al 2009 lo spread tra tasso medio sui prestiti e tasso medio sulla raccolta.
Lo sviluppo del GRUPPO Banco Desio
Pur in presenza di un contesto del genere l’Assemblea ordinaria del Banco ha approvato nell’aprile scorso il 102° esercizio mantenendo stabile il dividendo per gli azionisti ed evidenziando un incremento sia degli impieghi che della raccolta. Nella fattispecie il totale delle masse amministrate della clientela - a livello di bilancio consolidato - si è attestato a fine 2010 a 18,5 miliardi di euro, con un incremento di 0,2 miliardi rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda gli impieghi verso la clientela il dato al dicembre 2010 si è attestato a circa 6,5 miliardi di euro grazie al contributo maggiore attribuibile alle forme tecniche di medio/lungo termine, costituite in particolare dal comparto dei mutui, a fronte di una raccolta diretta di 6,9 miliardi di euro. Sempre in tema di credito, la qualità complessiva riflette la politica creditizia che da sempre permea l’operatività del Gruppo: prudenza, elevato grado di frazionamento e sviluppo mirato. Ciò ha consentito di mantenere ben al di sotto del mercato tutti gli indicatori di rischio creditizio. Continuata l’opera di rafforzamento patrimoniale: il patrimonio netto registra un incremento di 25,7 milioni di euro rispetto all’anno precedente, attestandosi, compreso l’utile di periodo, a 783 milioni di euro. Migliorato ancora il coefficiente patrimoniale Tier 1 elevatosi all’11,0% (ex 10,4%) e quello di solvibilità Tier 2 che ha raggiunto il 12,4% (ex 11,8%), con una media per banche di riferimento intorno al 7%. Proseguendo infine nei piani di sviluppo territoriale il Gruppo anche in questi anni difficili ha confermato la politica di allargamento della rete distributiva. Una strategia che, partita nei primi anni Novanta, non ha conosciuto soste, consentendo al Gruppo di raggiungere a fine 2010 175 filiali con l’apertura di sei unità, in Lombardia, Emilia, Piemonte e Liguria con la Capogruppo, ed in Lazio e Toscana tramite le controllate bancarie. |



